Cosa è veramente l’olio extra vergine d’oliva

by admin
12 Agosto 2021
Category:   Senza categoria

 E’ lo chef che lo decide

Cosa è veramente l'olio extra vergine d'oliva? E' lo chef che lo decide

Sta prevalendo una logica impositiva del mondo dell’olio d’oliva sulla ristorazione che può facilmente tramutarsi in un boomerang. Nel prossimo futuro la ristorazione sarà un terreno di conquista per i promotori dell’olio


In questo periodo ho scelto di andare controcorrente e, sfidando tutte le difficoltà del momento, di lavorare con il contatto diretto, dove possibile, oppure al telefono ma molto meno con i social.

Fortunatamente qualche risultato c’è stato.

Con la riapertura delle attività alcuni ristoranti non hanno più riaperto e c’è chi deve risalire la china.

L’olio è comunque al centro del dibattito, qualità o prezzo?

Vince, nella maggior parte dei casi, il prezzo e il marketing ; qualcuno cerca di salvare il salvabile, lo capisco, è un periodo difficile, ma il cliente merita la qualità.
La cultura dell’olio di qualità in questo periodo piange.

Nel prossimo futuro la ristorazione sarà un terreno di conquista per i promotori dell’olio, il privato è stato coinvolto nel periodo della pandemia e adesso toccherà alla nuova ristorazione e molti troveranno un terreno fertile per proclami futili per “alimentare” i propri interessi.

Finché l’olio continuerà ad essere trattato come un costo necessario e non un valore aggiunto si lavorerà nel torbido.

La ristorazione è una cosa seria, è una azienda con dinamiche ben precise e le difficoltà del momento sono il risultato di una politica poco lungimirante: con i proclami non si va da nessuna parte, con la guerra del prezzo basso non si crea nulla per il futuro.

È auspicabile un’alleanza tra comunicatori e produttori di qualità.

Quali comunicatori?

La qualità dell’olio nella ristorazione è stato il mio cruccio da sempre, è l’emblema degli ingredienti, il primo che si mette nella padella e l’ultimo che si mette sul piatto prima di portarlo al cliente, sarà importante? L’olio nella ristorazione è il lavoro che ho scelto da molti anni e leggere frasi del tipo: “L’olio evo al ristorante si può e lo si deve scegliere” mi lascia perplesso .

Chi pubblica una frase del genere non ha un ristorante o non ci ha mai lavorato.

Credete di stare in una gastronomia dove il cliente arriva e chiede:

Mi dà un etto di prosciutto, due rosette e quattro olive…

Per voi esiste solo l’olio nel piatto?

Non credo !

Per voi cos’è l’olio extravergine?

Un condimento?

Un ingrediente?

Soltanto un grasso?

In tutti i casi è lo Chef che decide.

Questa esasperazione di certe figure aprono scenari assurdi.

Perché i sostenitori delle altre filiere non dovrebbero fare la stessa cosa?

“La pasta al ristorante si può e la si deve scegliere”

“il formaggio al ristorante si può e lo si deve scegliere”

“Il pane al ristorante si può e lo si deve scegliere”

Ho una notizia per voi: a casa vostra potete e dovete scegliere. A casa degli altri, in questo caso al ristorante, no.

Se vai a mangiare fuori devi uniformarti all’offerta del ristoratore e se non la gradisci puoi scegliere di non tornare.

Vi dimenticate sempre che siete ospiti degli Chef e imporre posizioni a casa degli altri si paga caro.

Le possibilità e le occasioni di collaborare con la ristorazione sono tantissime, creando anche ottime remunerazioni per tutti, ma se il rispetto non è reciproco l’unico risultato che si avrà è che il ristoratore sceglierà di lasciare a casa i comunicatori dando spazi agli imbottigliatori che si stanno già organizzando per entrare in quel segmento.


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