Xylella inventata… mah

by admin
9 Agosto 2019
Category:   Tecniche

XYLELLA, L’EPIDEMIA INVENTATA

8 agosto 2019 |

“I dati degli ultimi monitoraggi sulla Xylella smentiscono l’idea dell’epidemia e consentono di ritornare a dire con forza che non c’è nessuna epidemia in atto”.
Lo dicono in un comunicato congiunto  arrivato questo pomeriggio in redazione l’ Associazione Terra d’Egnazia, il Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio – Valle d’Itria, e Il Popolo degli Ulivi.

Le affermazioni per molte ragioni sconvolgenti si basano su dati precisi: l’1% di piante infette nella zona di contenimento e il 2,5% nella zona infetta.

E i dati sono ricavati da documenti ufficiali della Regione Puglia, come viene spiegato in premessa: “In seguito all’istanza di accesso agli atti, presentata dall’Associazione Terra d’Egnazia presso l’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, in cui si chiedevano i dati del monitoraggio 2018/2019, è finalmente arrivata – dopo più di due mesi dalla richiesta – la risposta da parte dell’Osservatorio”.

Ed ecco quello che si deduce dai dati ufficiali dell’ultimo monitoraggio e dai risultati delle relative analisi molecolari:

“- in zona infetta sono state campionate e analizzate 31.208 piante, di cui 779 sono risultate infette da Xylella fastidiosa, il che corrisponde al 2,5 % di piante infette sul totale;

– in zona contenimento sono state campionate e analizzate 21.461 piante, di cui 214 infette, il che corrisponde all’ 1 % di piante infette sul totale;

– in zona cuscinetto sono state analizzate 6.965 piante e – a parte la pianta di olivo di Monopoli risultata prima positiva e poi, in seguito al sequestro della Procura di Bari, negativa (!!) – nessun’altra pianta è risultata infetta dal batterio.

Questi dati ci consentono di ritornare a dire con forza che non c’è nessuna epidemia in atto”.

Viene  poi riportata una dichiarazione del dottor Vanni Misciagna, epidemiologo e componente della Task Force voluta dalla Regione Puglia:

“L’epidemiologia descrittiva del codiro e della Xylella e l’epidemiologia analitica causale del rapporto tra Xylella fastidiosa e disseccamento rapido dell’ulivo sono ancora agli albori in Puglia, per usare un eufemismo, e che l’abbattimento degli alberi di ulivo non ammalati, anche con la Xylella “presente” (tra virgolette, perché tutte le procedure diagnostiche sono, ci sembra, abbastanza aleatorie), sia per lo meno prematuro.

Non vorremmo che i nostri ulivi, che hanno resistito per secoli a intemperie di ogni tipo, donandoci i loro frutti benefici per la salute e la loro bellissima presenza, siano alla fine sterminati dalla ignoranza, stupidità e in qualche caso addirittura malafede dell’uomo. Per ironia della sorte questo potrebbe accadere proprio nel momento in cui sta trionfando la Dieta Mediterranea, che vede l’olio di oliva di qualità al centro di questo modello alimentare salutistico, e sta esplodendo il turismo estero, attratto anche dalla immensa e bellissima foresta di ulivi che caratterizza la nostra regione”.

 

Nel comunicato, le associazioni esaminano inoltre il caso della presenza in agro di Corato di una pianta di olivo infetta da Xylella almeno fin dal 2016, come era noto alle autorità, per arrivare ad ulteriori conclusioni:

“Tale notizia dimostra – ancora una volta se ce ne fosse bisogno – che non è la Xylella a far seccare gli alberi e che, soprattutto, il batterio è endemico e quindi non è più eradicabile!

Questo significa che le misure di lotta al batterio oltre ad essere inefficaci (come riporta la letteratura scientifica e come già noto da tempo alle autorità) sono anche assurde.

E’ sempre più evidente che l’obiettivo di tali misure è quello di liberare il suolo dagli alberi di olivo secolari (definiti dalle associazioni di categoria un ‘ostacolo normativo’) e il territorio dall’economia locale per far posto alle colture superintensive e ai circuiti del mercato globale, con buona pace anche per l’ambiente, il clima e la salute!”.

Infine, l’auspicio è che “la Procura di Bari faccia luce su questa grave vicenda e sugli elementi recentemente emersi prima che i nostri ulivi vengano tutti dati a fuoco e la nostra Terra venga irrimediabilmente distrutta dall’arroganza del potere e dagli appetiti di qualche speculatore senza coscienza”.______

LA RICERCA nel nostro articolo del 13 febbraio scorso


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